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AI come parte integrante di un percorso di Digital Transformation iniziato con Industry 4.0
L’incontro A+Forum 2026, ospitato presso IMA Group, ha offerto un’importante occasione di confronto sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella trasformazione delle imprese manifatturiere. Attraverso la testimonianza diretta di IMA e del partner tecnologico Applied, è emerso come l’AI non rappresenti una tecnologia autonoma, ma l’evoluzione naturale di un percorso di digitalizzazione fondato su processi, dati, piattaforme, competenze e governance.
Il caso IMA ha mostrato un approccio pragmatico alla trasformazione digitale, orientato al miglioramento del business piuttosto che all’adozione della tecnologia fine a sé stessa. Il percorso, avviato da circa dieci anni, ha interessato numerosi ambiti: macchine connesse, servizi digitali, documentazione tecnica, customer portal, cybersecurity, digital twin, formazione e supporto post-vendita, con l’obiettivo di creare valore attraverso dati affidabili e processi integrati.
Uno dei messaggi centrali emersi durante l’incontro riguarda il rapporto tra dati e Intelligenza Artificiale: senza basi informative solide, piattaforme integrate e qualità semantica del dato, l’AI non è in grado di generare risultati realmente utili al business. L’intelligenza artificiale amplifica il valore della conoscenza aziendale, ma non può sostituire il lavoro necessario per costruire sistemi informativi coerenti, processi strutturati e una governance efficace.
L’esperienza presentata conferma quindi che la trasformazione digitale è prima di tutto un percorso organizzativo. Le tecnologie costituiscono strumenti abilitanti, mentre il successo dipende dalla capacità di integrare piattaforme, procedure e persone, sperimentando l’AI con metodo, misurandone il ritorno dell’investimento e accompagnando il cambiamento culturale dell’organizzazione. In questa prospettiva, l’Intelligenza Artificiale rappresenta il punto di arrivo di un percorso di evoluzione digitale, non il suo punto
Read moreCome l’intelligenza artificiale entra in azienda: strategie, cambiamenti organizzativi, impatto sulle performance
Si è svolto il 21 aprile 2026, presso le Sale Cappella Ghisilardi, in Piazza San Domenico 12 a Bologna, l’incontro inaugurale di A+Forum 2026, dedicato al tema “Come l’intelligenza artificiale entra in azienda: strategie, cambiamenti organizzativi, impatto sulle performance”. L’iniziativa, promossa nell’ambito del percorso di confronto e approfondimento di A+network, ha rappresentato il primo appuntamento di un programma annuale dedicato all’introduzione consapevole dell’intelligenza artificiale nei contesti aziendali. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di andare oltre la dimensione teorica, entrando nel merito degli aspetti concreti dell’adozione dell’AI: l’integrazione nei processi esistenti, l’evoluzione dei modelli organizzativi, il ruolo strategico dei dati, la misurazione dei risultati e lo sviluppo delle competenze necessarie. L’evento è stato introdotto dal presidente di A+network Nicolò Pascale Guidotti Magnani e moderato da Francesco Salizzoni, associato di A+network, e ha visto il contributo di due relatori con esperienze complementari: il dott. Federico Baffetti, imprenditore, innovatore e professore a contratto presso Bologna Business School, e l’Ing. Marcello Savarese, Chief Data Analytics Officer di WindTre.
Read moreEtica e Intelligenza artificiale
L’intervento di Padre Bertuzzi OP affronta le questioni etiche fondamentali poste dall’avanzamento dell’intelligenza artificiale, oggi capace di imitare e sostituire alcune attività cognitive e decisionali dell’essere umano. Il nucleo della riflessione riguarda il rapporto tra verità, libertà e responsabilità: fino a che punto l’AI può essere utilizzata come strumento per ampliare conoscenze e possibilità operative, e fino a che punto rischia invece di condizionarci, limitando la nostra autonomia decisionale? La crescente difficoltà nel distinguere linguaggi e ragionamenti umani da quelli generati artificialmente solleva interrogativi sulla capacità di discernere il vero dal falso, soprattutto in una cultura dominata dalla statistica, che misura le opinioni ma non garantisce la verità.
Padre Bertuzzi richiama inoltre l’attenzione sul rischio di attribuire all’AI forme di autodeterminazione incompatibili con la natura dello strumento: la tecnologia amplia la nostra libertà operativa, ma non può sostituirsi alla responsabilità morale dell’uomo. La tentazione di progettare robot dotati di autocoscienza e libero arbitrio pone domande radicali sulla natura della libertà e sull’origine divina di tale dono. L’intervento invita dunque a un discernimento prudente e consapevole: l’AI non è né buona né cattiva, ma non è neutrale, e il suo valore dipende dall’uso umano. Per questo è necessario interrogarsi fin da ora sulle condizioni etiche che devono guidare lo sviluppo di sistemi sempre più potenti, affinché servano l’uomo senza sostituirne la coscienza, preservando la dignità della persona e l’armonia con la natura.
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