Dalla storia dell’AI per arrivare all’attualità, attraversando l’evoluzione dai primi algoritmi predittivi fino all’intelligenza generativa e all’ipotesi di una futura intelligenza generale, nonché gli aspetti normativi, le responsabilità connesse e le misure di sostegno disponibili per le imprese.
Il Prof. Enrico Supino (Università di Bologna) ha aperto la sessione ripercorrendo l’evoluzione storica dell’intelligenza artificiale (IA), dai concetti fondativi di Turing agli attuali modelli generativi basati su reti neurali profonde (LLM), come ChatGPT. Ha evidenziato il crescente impatto dell’IA a partire dal 2022, sottolineandone le potenzialità, ma anche i rischi, soprattutto in assenza di una formazione adeguata da parte degli utenti. L’IA, pur simulando comportamenti intelligenti, non possiede comprensione, creatività o consapevolezza: la sua “intelligenza” si limita a prevedere e classificare, attraverso elaborazioni probabilistiche. Supino ha evidenziato la necessità di sviluppare competenze critiche per un utilizzo consapevole di questi strumenti.
Padre Francesco Compagnoni ha affrontato il tema etico, sottolineando come l’adozione dell’IA imponga una riflessione profonda sui fini dell’azione umana, sulla dignità della persona e sulla necessità di distinguere il livello giuridico da quello morale. Ha richiamato la tradizione filosofico-giuridica occidentale, proponendo un’etica fondata sulla responsabilità, sulla virtù e sulla ricerca del bene comune, ribadendo che i mezzi tecnologici non devono mai sovrastare i fini umani.
L’Avv. Roberto Sammarchi ha poi illustrato il quadro normativo, centrato sull’AI Act europeo e sulle difficoltà interpretative legate alla definizione stessa di IA. Ha richiamato l’importanza del “soggetto” responsabile — il timoniere, nella metafora cibernetica — e la necessità di competenze elevate per orientarsi tra regolamenti, incentivi e rischi legati a privacy e cybersecurity. Ha sottolineato tre pilastri per una governance efficace: accesso mirato ai fondi pubblici, formazione strutturata, e sviluppo di una consapevolezza critica diffusa.
Nel complesso, la sessione ha offerto una visione articolata dell’IA come fenomeno tecnologico, sociale e normativo. La sua diffusione, ormai pervasiva, richiede un approccio multidisciplinare, basato su conoscenza, responsabilità e valori umani. L’IA non è da temere né idolatrare, ma da governare consapevolmente, ricordando che l’uomo ne resta sempre il custode e responsabile ultimo.