Si è svolto mercoledì 7 ottobre 2026, presso il Competence Center BI-REX di Bologna, il workshop promosso nell’ambito del programma A+Forum 2026 di A+network, dedicato al tema dell’intelligenza artificiale e della sua integrazione nei processi e nei modelli organizzativi delle imprese.
L’incontro ha rappresentato un’occasione di approfondimento sul passaggio dall’utilizzo di singoli strumenti di AI alla costruzione di un’organizzazione nella quale dati, processi, applicazioni e persone operano all’interno di un sistema interconnesso e governato. In questa prospettiva, il tema centrale non è più soltanto la disponibilità di tecnologie intelligenti, ma la capacità dell’impresa di progettare un’infrastruttura organizzativa e digitale che ne consenta un impiego coerente, sicuro ed efficace.
L’incontro è stato introdotto dal presidente di A+network, Nicolò Pascale Guidotti Magnani, e coordinato da Sergio Pezzoli, consigliere di A+network, che hanno richiamato il significato dell’iniziativa nel percorso dell’associazione e ringraziato BI-REX per l’ospitalità, insieme alle organizzazioni che hanno patrocinato l’evento, tra cui Federmanager Bologna–Ferrara–Ravenna e Turtle.
Sono intervenuti l’ing. Giampaolo Amadori, Senior Advisor di BI-REX, con una presentazione delle attività e delle prospettive del Competence Center; Francesco Salizzoni, Business Developer e Co-founder di WAILD, che ha illustrato il modello dell’impresa ingegnerizzata; ed Emanuele Parini, AI Specialist e Full Stack Developer di HotMinds, che ha condotto la dimostrazione operativa dei primi moduli di un sistema operativo aziendale sviluppato dall’impresa.
BI-REX: trasferimento tecnologico e sperimentazione al servizio delle imprese
L’intervento introduttivo dell’ing. Giampaolo Amadori ha permesso di inquadrare il workshop nel contesto delle attività di BI-REX, uno degli otto Competence Center nazionali nati nel 2018 su iniziativa dell’allora Ministero dello Sviluppo Economico, oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per favorire la conoscenza, la sperimentazione e l’adozione delle tecnologie dell’Industria 4.0.
BI-REX opera come consorzio pubblico-privato senza scopo di lucro, con un mandato istituzionale rivolto al trasferimento tecnologico e al supporto dei processi di innovazione delle imprese. Uno degli elementi distintivi è la composizione del partenariato, che riunisce università, enti di ricerca, istituzioni, fornitori di tecnologie e servizi ed imprese utilizzatrici. Particolarmente significativa è stata la scelta di affidare la presidenza del consorzio al mondo imprenditoriale, favorendo un coinvolgimento diretto delle aziende nella definizione delle strategie e delle attività.
La missione del centro si traduce in un’offerta articolata di servizi: assessment tecnologici, consulenza, formazione, orientamento, accesso a strumenti di finanziamento e attività di test before invest, attraverso le quali le imprese possono sperimentare soluzioni innovative prima di procedere a investimenti industriali. Un ruolo centrale è svolto dalla linea pilota presente nella sede bolognese, che mette a disposizione ambienti e tecnologie per lo sviluppo e la verifica di applicazioni concrete.
L’ing. Giampaolo Amadori ha inoltre richiamato il contributo di BI-REX nell’attuazione di iniziative finanziate con risorse pubbliche, comprese quelle del PNRR. Secondo i dati presentati, quasi 21 milioni di euro di agevolazioni hanno contribuito all’erogazione di circa 33,5 milioni di euro di servizi a complessive 731 imprese.
Tra le tecnologie maggiormente richieste figurano intelligenza artificiale, big data, cybersecurity, digital twin, robotica collaborativa e manifattura additiva. In particolare, l’AI rappresenta oggi uno degli ambiti di maggiore interesse, con una media di circa tre richieste giornaliere da parte di imprese che intendono valutarne le possibilità applicative.
Un ulteriore campo di sperimentazione riguarda la physical AI, ossia l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi robotici fisici. BI-REX sta sviluppando attività su robot quadrupedi e umanoidi, tecnologie ancora caratterizzate da importanti questioni di maturità industriale, sicurezza e certificazione, ma considerate rilevanti per le prospettive dell’automazione.
Sul fronte delle infrastrutture, sono stati illustrati gli investimenti in capacità di calcolo, attraverso un data center interno, un nuovo sistema destinato alla sede di Palermo per attività di inferenza e ulteriori sviluppi previsti a Bologna, in collegamento con l’ecosistema del supercalcolo e con l’AI Factory italiana.
È stato inoltre richiamato un progetto di coordinamento territoriale, previsto in avvio nel gennaio 2027, attraverso il quale BI-REX svolgerà un ruolo di riferimento per una rete di soggetti operanti in sette regioni: Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise e Lazio. L’iniziativa mira a rendere più accessibili alle imprese manifatturiere competenze e servizi specialistici sull’intelligenza artificiale, valorizzando le strutture territoriali esistenti.
L’intervento si è concluso con un riferimento alla formazione, considerata una componente essenziale del trasferimento tecnologico, attraverso workshop, percorsi aziendali personalizzati e il Master Teknè, giunto alla quarta edizione e rivolto a imprenditori e manager.
L’intelligenza artificiale nelle imprese: crescita del mercato e difficoltà di adozione
La presentazione di Francesco Salizzoni ha preso avvio da una riflessione sull’evoluzione del mercato dell’intelligenza artificiale in Italia, evidenziando la crescita del settore e il crescente interesse delle imprese verso queste tecnologie.
Nel corso dell’intervento è stato tuttavia sottolineato come l’adozione dell’intelligenza artificiale non si traduca automaticamente in miglioramenti della produttività e dell’efficienza aziendale. Per ottenere benefici concreti, è necessario accompagnare l’introduzione delle nuove tecnologie con un’adeguata integrazione nei processi organizzativi, prestando attenzione alle competenze, alle modalità operative e alla gestione del cambiamento.
Tra le principali difficoltà di adozione sono state richiamate le questioni legate all’organizzazione aziendale, alla disponibilità di competenze adeguate e agli aspetti normativi e di conformità. Le problematiche tecnologiche e infrastrutturali rappresentano quindi soltanto una parte delle sfide che le imprese devono affrontare.
Queste considerazioni hanno introdotto uno dei temi centrali dell’incontro: la principale difficoltà nell’introduzione dell’intelligenza artificiale non riguarda necessariamente la tecnologia in sé, ma la capacità di integrarla efficacemente nel funzionamento dell’organizzazione.
Francesco Salizzoni ha inoltre evidenziato il cambiamento nel rapporto tra persone e sistemi intelligenti. Se nella prima fase dell’AI generativa l’interazione era prevalentemente fondata sulla formulazione di domande e sulla produzione di risposte, con l’evoluzione dei sistemi agentici diventa possibile affidare alla tecnologia l’esecuzione di compiti più articolati, mettendo a disposizione dati, strumenti e obiettivi.
La persona passa così dall’esecuzione diretta di tutte le operazioni alla definizione degli obiettivi, alla supervisione, alla verifica dei risultati e all’assunzione delle decisioni.
Questa evoluzione apre nuove prospettive per l’automazione dei processi, ma richiede regole e responsabilità chiaramente definite. È stato inoltre precisato che il ricorso all’AI non deve essere indiscriminato: quando un’attività può essere gestita attraverso procedure deterministiche, queste possono risultare più semplici e affidabili. L’intelligenza artificiale assume particolare valore nei passaggi che richiedono maggiore flessibilità, interpretazione delle informazioni e gestione di situazioni variabili.
L’impresa ingegnerizzata: dati, processi e persone in un unico sistema
La parte centrale dell’intervento è stata dedicata al concetto di impresa ingegnerizzata, intesa come un’organizzazione nella quale dati, processi, persone e tecnologie vengono ripensati per operare in modo coordinato.
Francesco Salizzoni ha proposto un confronto tra il modello aziendale tradizionale e quello ingegnerizzato, individuando tre elementi fondamentali: dati, processi e persone.
Nell’impresa tradizionale, le informazioni sono generalmente distribuite tra gestionali, CRM, posta elettronica, fogli Excel e altri strumenti. I processi, anche quando formalizzati, dipendono spesso dalle conoscenze di chi li esegue. Sono quindi le persone a garantire il collegamento tra i diversi sistemi, trasferendo informazioni, aggiornando applicazioni e ricostruendo lo stato delle attività.
Nell’impresa ingegnerizzata, invece, i dati vengono collegati e governati attraverso una struttura informativa comune, i processi sono definiti e tracciati e le attività ripetitive possono essere affidate ad automazioni e agenti intelligenti. Le persone mantengono un ruolo centrale nella definizione degli obiettivi, nella valutazione dei risultati e nelle decisioni.
A questi tre elementi si aggiunge un quarto principio: la trasparenza, intesa come possibilità di ricostruire lo svolgimento dei processi, comprenderne gli esiti e individuare eventuali criticità.
È stata inoltre chiarita la distinzione tra impresa ingegnerizzata e Company Operating System, o sistema operativo aziendale. La prima rappresenta il modello organizzativo verso cui tendere; il secondo costituisce l’infrastruttura che permette di collegare dati, applicazioni, processi, persone e sistemi agentici.
Non si tratta quindi di sostituire necessariamente i gestionali esistenti, ma di costruire uno strato di integrazione capace di valorizzare le informazioni già disponibili e renderle utilizzabili in modo coordinato.
Un esempio illustrato durante l’incontro ha riguardato la gestione di una commessa. In un’impresa tradizionale, per conoscerne lo stato di avanzamento può essere necessario consultare più sistemi, recuperare documenti, comunicazioni e interpellare le persone coinvolte. In un’organizzazione ingegnerizzata, le informazioni relative al cliente, alle specifiche richieste, alle offerte, alle lavorazioni, alla fatturazione e ai feedback possono essere ricondotte a un unico contesto informativo.
Questo consente non soltanto di conoscere più rapidamente lo stato delle attività, ma anche di conservare e riutilizzare la conoscenza maturata nei progetti, riducendo la dipendenza dai singoli individui e favorendo maggiore continuità organizzativa.
Governance dei dati, sicurezza e responsabilità
Un tema strettamente collegato all’impresa ingegnerizzata riguarda la gestione delle informazioni, considerata una condizione essenziale per l’utilizzo affidabile dei sistemi agentici.
È stato evidenziato come l’applicazione dell’intelligenza artificiale a dati frammentati, duplicati o incoerenti possa amplificare inefficienze già presenti nell’organizzazione. Diventa quindi necessario costruire una base informativa affidabile, alimentata dai sistemi aziendali esistenti e governata attraverso criteri condivisi.
L’architettura illustrata prevede un archivio centralizzato che renda disponibili le informazioni in un contesto coerente, sul quale possano operare assistenti intelligenti, applicazioni e automazioni, mantenendo i sistemi gestionali originari come fonti primarie dei dati.
Particolare attenzione è stata dedicata al principio della compliance by design, secondo il quale i requisiti di sicurezza, protezione dei dati e conformità normativa devono essere considerati fin dalla progettazione dei processi.
Francesco Salizzoni ha richiamato il GDPR, l’AI Act e la necessità di definire preventivamente chi possa accedere alle informazioni, quali operazioni siano consentite, come vengano tracciate le attività e chi assuma la responsabilità delle decisioni o delle azioni compiute dagli agenti AI.
Il modello prevede autorizzazioni differenziate per ruolo e funzione aziendale, consentendo a ciascun utente di accedere soltanto alle informazioni pertinenti alle proprie responsabilità. È stata inoltre richiamata l’importanza di mantenere il controllo sui dati e sulle infrastrutture utilizzate.
La governance non rappresenta quindi un elemento accessorio, ma una condizione strutturale per introdurre l’intelligenza artificiale nei processi aziendali in modo affidabile e sostenibile.
Formazione, co-design e gestione del cambiamento
Accanto agli aspetti tecnologici, l’incontro ha dedicato particolare attenzione alle modalità di adozione dei nuovi strumenti.
Francesco Salizzoni ha sottolineato che la disponibilità di una piattaforma, anche tecnologicamente avanzata, non garantisce di per sé il suo utilizzo. L’introduzione di un sistema operativo aziendale richiede un percorso che combini formazione, coinvolgimento delle persone e progettazione condivisa dei processi.
L’approccio illustrato distingue due ambiti complementari: i processi condivisi, che attraversano persone e reparti differenti, e gli strumenti individuali, progettati per semplificare le attività dei singoli ruoli professionali.
Nel primo caso, l’obiettivo è intervenire su flussi di lavoro completi, come il percorso che va dal primo contatto commerciale alla fatturazione e all’incasso, coinvolgendo funzioni commerciali, tecniche e amministrative. Nel secondo caso, si punta a mettere a disposizione strumenti personalizzati per attività quali la preparazione delle offerte, la gestione delle informazioni, il controllo dei dati o lo sviluppo software.
Il percorso proposto prevede la presenza di figure tecniche e di accompagnamento direttamente nei reparti, per osservare le modalità operative e progettare le soluzioni insieme agli utilizzatori. L’introduzione degli strumenti deve partire da benefici concreti, eliminando progressivamente attività manuali, report ripetitivi e passaggi informativi non necessari.
Un ruolo importante viene attribuito anche alla misurazione dei risultati, attraverso indicatori relativi ai tempi dei processi, al tasso di adozione e ai benefici percepiti dagli utenti, con verifiche previste a 30, 90 e 180 giorni.
Dal contributo è emerso come l’introduzione dell’AI richieda un percorso di cambiamento organizzativo, nel quale formazione, coinvolgimento e fiducia risultano determinanti quanto le caratteristiche delle tecnologie.
MINDSPACE: l’esperienza applicativa di HotMinds
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata all’esperienza di HotMinds e alla presentazione di MINDSPACE, un sistema operativo aziendale progettato per integrare dati, processi, persone e strumenti di intelligenza artificiale in un ambiente digitale condiviso.
HotMinds è una realtà attiva da circa venticinque anni nel settore digitale, con competenze che comprendono sviluppo software, marketing, progettazione di eventi e spazi espositivi, tecnologie 3D e soluzioni immersive.
Il progetto nasce dall’esigenza di valorizzare le informazioni e le competenze già presenti nell’organizzazione, migliorando il coordinamento tra attività e reparti attraverso un ambiente digitale condiviso.
Al momento dell’incontro, MINDSPACE si trovava ancora in una fase iniziale di sviluppo e sperimentazione, con una versione alfa dell’interfaccia web e i primi componenti dedicati alla governance del dato, alla classificazione delle informazioni e alla generazione di applicazioni e routine.
La dimostrazione condotta da Emanuele Parini ha consentito di osservare alcune delle principali funzionalità disponibili.
La piattaforma prevede un sistema di autenticazione aziendale centralizzata (Single Sign-On) e una dashboard configurabile, nella quale vengono raccolte informazioni provenienti da gestionali, posta elettronica, calendari, documenti e strumenti di gestione dei progetti. Le informazioni sono visualizzate in funzione dei ruoli e delle autorizzazioni assegnate.
Un assistente intelligente consente di interrogare i dati aziendali attraverso un’interfaccia conversazionale. Nella fase presentata, il sistema operava prevalentemente in modalità di consultazione, mentre le funzionalità di modifica diretta delle informazioni gestionali erano ancora oggetto di sviluppo.
È stato inoltre illustrato il Routine Builder, attraverso il quale gli utenti possono programmare attività ricorrenti mediante linguaggio naturale, richiedendo la produzione periodica di informazioni, verifiche o aggiornamenti.
Particolare interesse ha suscitato il modulo App Builder, che permette di creare piccole applicazioni interne partendo dalla descrizione delle esigenze operative. Come esempio è stato presentato un preventivatore per la realizzazione di stand fieristici, sviluppato attraverso un’interazione guidata con il sistema e utilizzabile per configurare alcuni parametri economici e produrre i dati necessari alla preparazione di un’offerta.
L’esempio ha mostrato come strumenti di questo tipo possano contribuire a sostituire progressivamente fogli di calcolo e applicazioni isolate con soluzioni maggiormente integrate nell’ambiente aziendale.
È stata inoltre richiamata la prospettiva di un portale dedicato ai clienti, attraverso il quale rendere disponibili informazioni su progetti, documenti, offerte, fatture e avanzamento delle attività, ampliando il valore del sistema anche alla relazione con il mercato.
Lo sviluppo software agentico e le prospettive del progetto
Un ulteriore approfondimento ha riguardato il sistema di sviluppo software agentico realizzato da HotMinds.
Emanuele Parini ha illustrato un ambiente nel quale gli agenti AI supportano diverse fasi del ciclo di vita del software: dalla definizione dei requisiti e del capitolato tecnico alla pianificazione delle attività, dalla generazione del codice alla verifica, fino al rilascio e al monitoraggio delle applicazioni.
Il sistema organizza le lavorazioni secondo un piano strutturato e prevede punti di controllo nei quali uno sviluppatore o un responsabile tecnico può verificare e validare i risultati. Le attività vengono svolte all’interno di regole definite per la sicurezza, la qualità e la gestione dei dati, mantenendo la supervisione umana sui passaggi più significativi.
Sono state inoltre presentate funzionalità dedicate al controllo del codice, alla gestione delle vulnerabilità e al monitoraggio delle applicazioni, anche attraverso un componente denominato Sentinella, progettato per individuare anomalie e supportare gli interventi di manutenzione.
Il percorso evolutivo di MINDSPACE prevede, tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027, l’estensione delle interfacce ai diversi reparti, la riprogettazione di processi condivisi, lo sviluppo di nuove automazioni e i primi test di funzionalità capaci di modificare direttamente i dati aziendali.
Tra gli ambiti individuati figura l’ingegnerizzazione del processo di Go-to-Market, attraverso una maggiore integrazione tra attività commerciali e marketing. Sono inoltre previsti ulteriori sviluppi del portale clienti e degli strumenti per la creazione di applicazioni e routine.
Il progetto procede quindi secondo una logica graduale, nella quale l’evoluzione tecnologica viene accompagnata dall’analisi dei processi, dal coinvolgimento degli utilizzatori e dalla verifica delle funzionalità.
Il confronto con i partecipanti: qualità dei dati, fiducia e sostenibilità
La discussione conclusiva ha consentito di approfondire alcune delle principali questioni operative e organizzative legate all’introduzione di sistemi agentici in azienda.
Un primo tema ha riguardato la qualità dei dati e la possibilità di distinguere informazioni affidabili da dati incompleti o non corretti. È stato chiarito che, nella fase illustrata, MINDSPACE utilizza una struttura interna di gestione delle informazioni e un archivio vettoriale, senza prevedere l’addestramento diretto dei modelli linguistici sui dati aziendali. È stata tuttavia riconosciuta l’importanza di sviluppare ulteriori meccanismi di validazione, soprattutto in prospettiva dell’introduzione di funzionalità operative più avanzate.
Un secondo ambito di riflessione ha riguardato il rapporto tra trasparenza e controllo. La tracciabilità delle operazioni può migliorare la ricostruzione dei processi e la responsabilizzazione dell’organizzazione, ma può anche generare preoccupazioni qualora venga percepita come uno strumento di monitoraggio delle persone.
Dal confronto è emersa la necessità di distinguere il controllo del processo dal controllo individuale, attraverso regole organizzative, finalità esplicite e un rapporto di fiducia tra impresa e collaboratori.
È stato inoltre affrontato il tema delle resistenze al cambiamento, considerando come l’automazione possa incidere sulle abitudini professionali e sui ruoli. I relatori hanno richiamato l’importanza di coinvolgere le persone fin dalle prime fasi, partendo da attività ripetitive e individuando miglioramenti concreti e condivisi.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sostenibilità economica di un sistema operativo aziendale. I costi comprendono non soltanto l’utilizzo dei modelli AI e le risorse computazionali, ma anche la progettazione dei processi, la personalizzazione della piattaforma, l’infrastruttura e la manutenzione.
È stata infine discussa la possibilità di utilizzare modelli open source o installati su infrastrutture private. L’architettura illustrata è stata concepita per consentire l’impiego di modelli differenti, in funzione delle esigenze di prestazione, riservatezza e capacità di calcolo.
A completamento delle presentazioni, il programma prevedeva una visita alla linea pilota di BI-REX, con particolare attenzione alle tecnologie robotiche e ai sistemi umanoidi oggetto delle attività di sperimentazione del centro.
Conclusioni
L’incontro ha confermato come l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle imprese rappresenti una questione non soltanto tecnologica, ma soprattutto organizzativa e manageriale.
L’intervento di Francesco Salizzoni ha evidenziato come la crescita degli investimenti nell’intelligenza artificiale non si traduca automaticamente in benefici concreti per le imprese. Il modello dell’impresa ingegnerizzata propone un approccio fondato sull’integrazione di dati, processi e persone, nel quale la tecnologia diventa parte di una più ampia riprogettazione organizzativa. In questa prospettiva assumono particolare importanza la governance delle informazioni, la definizione delle responsabilità, la formazione e il coinvolgimento dei collaboratori, insieme alla capacità di misurare i risultati ottenuti.
L’esperienza illustrata da HotMinds ha offerto un’applicazione concreta di questa visione, mostrando come i sistemi intelligenti possano essere integrati in un’infrastruttura comune, anziché essere introdotti come strumenti isolati. La dimostrazione di MINDSPACE ha consentito di osservare alcune prime funzionalità di questo approccio, evidenziando al tempo stesso la necessità di procedere per fasi, con particolare attenzione alla qualità dei dati, alla sicurezza, alla conformità normativa e alla verifica dei risultati.
Un elemento trasversale ai diversi interventi è stato il ruolo centrale delle persone. L’automazione può contribuire a ridurre attività ripetitive e passaggi manuali, ma il valore generato dipende dalla capacità di coinvolgere i collaboratori, valorizzarne le competenze e accompagnare l’evoluzione dei ruoli e delle responsabilità.
Il contributo di BI-REX ha richiamato l’importanza del trasferimento tecnologico, delle infrastrutture di sperimentazione e della collaborazione tra ricerca e imprese, come condizioni per rendere concretamente applicabili le innovazioni nei diversi contesti produttivi.
Nel percorso di A+Forum 2026, l’appuntamento presso BI-REX ha rappresentato un ulteriore approfondimento sul modo in cui l’intelligenza artificiale sta entrando nelle organizzazioni. Dopo l’esperienza di IMA Group, che aveva evidenziato il ruolo delle piattaforme, dei dati e dei processi nella trasformazione digitale industriale, il workshop del 7 ottobre ha posto l’attenzione su una prospettiva complementare: la possibilità di ripensare il funzionamento dell’impresa attraverso sistemi operativi capaci di integrare applicazioni tradizionali e agenti intelligenti.
Il valore emerso riguarda soprattutto il metodo: partire dall’analisi dei processi, costruire una base informativa governata, definire responsabilità e autorizzazioni, introdurre gradualmente gli strumenti, coinvolgere le persone e misurare i risultati.
In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale si configura non come una soluzione autonoma, ma come una componente di un percorso più ampio di evoluzione organizzativa, nel quale tecnologia, competenze e capacità manageriali devono svilupparsi in modo coerente per produrre benefici duraturi.
Un percorso che prosegue
L’incontro presso BI-REX si inserisce nel programma A+Forum 2026, il ciclo di appuntamenti promosso da A+network per approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione delle imprese attraverso esperienze concrete, casi applicativi e occasioni di confronto con il mondo aziendale.
Il prossimo appuntamento sarà dedicato all’evoluzione del ruolo dello staff direzionale e della consulenza di direzione, con particolare attenzione ai cambiamenti introdotti dagli strumenti di intelligenza artificiale nelle attività professionali e manageriali. Data, sede e ulteriori dettagli saranno comunicati attraverso i canali dell’associazione.
