AI e capitale umano

La terza sessione del programma A+Forum 2025 ha approfondito l’interazione tra Intelligenza Artificiale (IA) e capitale umano, evidenziando come l’innovazione tecnologica debba mantenere al centro la persona. Sandro Cacciamani ha presentato il progetto SPUIA, sviluppato da EX MACHINA Italia per l’Università di Modena e Reggio Emilia, che utilizza l’IA generativa per ottimizzare l’incontro tra offerta formativa e domanda lavorativa tramite matching semantico tra syllabus e annunci di lavoro. Il sistema consente una valorizzazione dei corsi universitari e una maggiore comprensione da parte delle imprese.
Silvio Varagnolo ha illustrato la metodologia Beaconforce, che misura l’engagement dei lavoratori attraverso un’app che raccoglie feedback quotidiani, restituendo dashboard personalizzate. L’obiettivo è rilevare segnali di malessere e migliorare l’ambiente organizzativo, valorizzando la motivazione intrinseca.
Arianna Conca, di Chiesi Group, ha posto l’attenzione sull’importanza dell’ascolto attivo, della cultura aziendale e del benessere organizzativo, sottolineando come l’IA possa liberare tempo per relazioni più autentiche e supportare la strategia HR, nel rispetto dei valori aziendali e dell’inclusività.
Infine, l’avv. Roberto Sammarchi ha trattato le implicazioni normative dell’IA, criticando l’abbandono del principio di neutralità tecnologica nei recenti regolamenti europei e italiani. Ha evidenziato la necessità di una governance chiara, della supervisione umana (“human envelope”) nei processi automatizzati e dell’adozione di un’alfabetizzazione critica nell’uso degli strumenti IA.
Cncludendo il successo dell’innovazione passa dalla sinergia tra tecnologia, capitale umano e strategia organizzativa, con un ruolo centrale per le Risorse Umane nel guidare il cambiamento in modo etico, inclusivo e sostenibile.