Resoconto della II sessione del programma A+Forum 2026 – L’introduzione dell’AI in azienda | 17 ottobre 2025 | Autore Gianluca Giratoio – Turtle S.r.l.
Lunedì 29 giugno 2026, presso il Centro Servizi IMA Group di Ozzano dell’Emilia, si è tenuto il secondo incontro del programma A+Forum 2026 promosso da A+network, dedicato al tema dell’intelligenza artificiale come evoluzione naturale dei percorsi di trasformazione digitale avviati negli anni dell’Industry 4.0.
L’appuntamento ha rappresentato un’occasione di confronto su come l’AI possa inserirsi concretamente all’interno dei processi aziendali, non come soluzione isolata o autonoma, ma come parte di un sistema più ampio fondato su dati, piattaforme, organizzazione, competenze e governance. In questa prospettiva, l’esperienza di IMA Group ha offerto un caso particolarmente significativo: un gruppo industriale complesso, internazionale e manifatturiero, che da circa dieci anni ha avviato un percorso strutturato di digitalizzazione attraverso l’iniziativa IMA Digital, sviluppata anche grazie alla collaborazione con Applied.
L’incontro è stato introdotto dal presidente di A+network, Nicolò Pascale Guidotti Magnani, e coordinato da Andrea Bortolotti, consigliere di A+network. Dopo l’inquadramento dell’appuntamento all’interno del percorso A+Forum 2026, sono intervenuti l’ing. Pierluigi Vanti, Corporate Director ICT & Industry 4.0 di IMA Group, il dott. Luca Molducci, Consigliere Delegato di Applied, l’ing. Martina Solimini, ICT Project Manager presso IMA Group, e l’ing. Aldo Di Gemma, Engineering Manager di Applied. Nel corso dei lavori è stato inoltre richiamato il ruolo di Applied come partner tecnologico che ha accompagnato IMA in numerosi progetti di trasformazione digitale, dalla fase di sperimentazione fino alla messa a terra di soluzioni operative.
La digitalizzazione come abilitatore del business
Uno dei temi centrali emersi è stato il rapporto tra digitalizzazione e creazione di valore. La trasformazione digitale è stata presentata non come un fine in sé, ma come uno strumento per migliorare i processi, generare efficienza, rafforzare la relazione con il cliente e aprire nuove opportunità di business.
Nel corso dell’intervento introduttivo, l’ing. Pierluigi Vanti ha sottolineato come IMA abbia affrontato la digitalizzazione con un approccio pragmatico, partendo dalle esigenze del business e non dalla tecnologia in quanto tale. Il percorso avviato tra il 2016 e il 2017 ha portato all’identificazione di circa 30-35 progetti, organizzati per aree di intervento e progressivamente sviluppati in ambiti diversi: macchine connesse, servizi digitali, formazione, documentazione tecnica, supply chain, progettazione, pianificazione e supporto al cliente.
IMA Group è stato descritto come un gruppo industriale articolato, con circa 7.200 dipendenti, 57 stabilimenti produttivi e un fatturato nell’ordine di 2,6 miliardi. Il gruppo opera nella progettazione, produzione, vendita e assistenza post-vendita di macchine e impianti destinati a diversi mercati, tra cui farmaceutico, alimentare, consumer e automazione. Questa complessità rende particolarmente rilevante il tema della standardizzazione dei processi, della qualità del dato e della capacità di costruire piattaforme comuni.
Dal confronto è emersa con chiarezza una distinzione importante: l’obiettivo di una buona azienda non è “fare digital transformation”, ma fare business in modo sostenibile e profittevole; allo stesso modo, l’obiettivo di un buon manager non è introdurre tecnologie digitali in astratto, ma migliorare i processi di cui è responsabile. In questa logica, le soluzioni digitali sono state definite come abilitatori, non come fini autonomi.
After-sales, servitizzazione e valore dei dati
Un passaggio rilevante dell’incontro ha riguardato il ruolo crescente dei servizi post-vendita nel modello di business delle imprese manifatturiere. È stato evidenziato come, in un contesto industriale maturo e competitivo, la vendita della macchina continui a rappresentare un’attività centrale, ma con margini spesso più compressi rispetto ai servizi collegati al ciclo di vita dell’impianto.
IMA ha quindi orientato una parte rilevante della propria roadmap digitale allo sviluppo di servizi after-sales, capaci di rafforzare la relazione con il cliente e generare nuove fonti di marginalità. In questa prospettiva, la digitalizzazione consente di passare da una relazione episodica, legata alla vendita della macchina o alla gestione di un problema, a una relazione continuativa fondata su dati, monitoraggio, manutenzione e supporto.
È stato richiamato il tema dei Data Driven Services, intesi come servizi che valorizzano i dati prodotti dalle macchine e dai processi. La disponibilità di dati affidabili consente di migliorare la gestione degli impianti, ridurre il rischio di fermi produttivi, supportare la manutenzione predittiva e offrire al cliente strumenti di controllo più evoluti. Tuttavia, è stato sottolineato come questa prospettiva richieda un prerequisito essenziale: la costruzione di una base dati solida, normalizzata, sicura e interpretabile.
Connected Machines, cybersecurity e Control Room
Tra i progetti illustrati, un ruolo centrale è stato attribuito alle Connected Machines. IMA ha lavorato affinché, a partire dal 2018-2019, le macchine potessero essere progettate come connettibili, cioè predisposte per raccogliere dati, comunicarli in modo sicuro e renderli disponibili a sistemi interni, piattaforme cloud o strumenti del cliente.
Il relatore ha evidenziato come il tema della connettività non possa essere ridotto alla semplice possibilità tecnica di collegare una macchina alla rete. La vera questione riguarda la sicurezza, la qualità dei dati, la loro normalizzazione e la capacità di renderli utilizzabili senza esporre il cliente a rischi di riservatezza o di cybersecurity. Molti clienti, infatti, manifestano ancora resistenze nel trasferire dati verso il cloud del costruttore, soprattutto quando si tratta di contesti produttivi sensibili.
Per affrontare questo tema, IMA, con il supporto di Applied, ha sviluppato un gateway dedicato alla cyber security IoT, nominato A4Gate. Il dispositivo si colloca tra la macchina e la rete esterna, con l’obiettivo di proteggere i dati, impedire accessi non autorizzati e garantire un elevato livello di sicurezza. È stato inoltre richiamato il superamento di penetration test e il riferimento a standard di sicurezza industriale.
La raccolta dei dati abilita poi ulteriori servizi, tra cui dashboard, indicatori di efficienza, sistemi di alert e strumenti di monitoraggio da remoto. In questo contesto si inserisce anche l’esperienza della Control Room, un servizio attraverso il quale operatori specializzati monitorano eventi e segnali provenienti dalle macchine connesse, con l’obiettivo di prevenire condizioni critiche o programmare interventi di manutenzione.
È stato tuttavia chiarito che non tutti gli ambiti possono essere gestiti con la stessa logica. In settori come il farmaceutico, dove i processi richiedono livelli molto elevati di determinismo e affidabilità, l’utilizzo di algoritmi predittivi deve confrontarsi con vincoli particolarmente stringenti. La stessa macchina, installata in contesti diversi o destinata a lavorazioni differenti, può generare comportamenti non immediatamente generalizzabili. Questo rende necessaria una forte attenzione alla personalizzazione, alla conoscenza della singola matricola e alla responsabilità connessa all’uso dei dati.
Customer Portal e servizi digitali per il cliente
Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata ai servizi digitali sviluppati da IMA a supporto della relazione con il cliente. L’ing.Martina Sollimini ha presentato un insieme di piattaforme nate per rendere più accessibili documentazione, assistenza, ricambi, formazione e interazioni operative.
Il progetto IMA Smart Documentation nasce dall’esigenza di ottimizzare e digitalizzare la produzione della documentazione tecnica di macchina. La piattaforma Atlas, descritta come un CMS dedicato alla gestione della documentazione tecnica, consente di produrre, organizzare e rendere disponibili contenuti tecnici in modo strutturato. Questo passaggio è stato considerato fondamentale non solo per migliorare l’efficienza interna, ma anche per costruire una base informativa più coerente e utilizzabile in prospettiva da strumenti di intelligenza artificiale.
Il Customer Service Portal rappresenta invece il punto di accesso digitale attraverso cui il cliente può consultare informazioni relative alla propria base installata, accedere alla documentazione tecnica, aprire segnalazioni, gestire ticket e interagire con IMA. La logica è quella di offrire un canale standardizzato e sempre disponibile, capace di superare modalità frammentate di condivisione delle informazioni.
Sono emersi alcuni dati rilevanti relativi ai KPI del portale: oltre 6.000 utenti, più di 1.000 Customer Service Portal aperti, oltre 7.250 macchine e più di 1.000 linee gestite, oltre 18.000 ticket aperti dai clienti e 22 plant attivi. Questi numeri restituiscono la dimensione del percorso di adozione e il ruolo crescente del portale come infrastruttura di relazione tra IMA e i propri clienti.
Easy Contact, Spare Parts e formazione digitale
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato Easy Contact, applicazione multipiattaforma che consente l’apertura guidata di richieste di supporto relative agli equipment. L’applicazione permette di compilare segnalazioni anche offline, associarle a una macchina specifica tramite QR code e trasferirle successivamente ai sistemi interni di gestione. La soluzione risponde all’esigenza di rendere più semplice e tracciabile l’avvio di una richiesta tecnica, soprattutto per operatori che lavorano direttamente sul campo.
Un altro ambito richiamato è MyIMA Spare Parts, piattaforma pensata per ordinare ricambi e tenere traccia degli ordini effettuati. La soluzione consente al cliente di navigare il catalogo, ricercare componenti e, in alcuni casi, selezionare graficamente il ricambio direttamente dal disegno della macchina. Questo approccio riduce la necessità di conoscere codici tecnici e semplifica il processo di richiesta e acquisto.
È stato anche affrontato il tema dell’uso dell’AI per prevedere la domanda di ricambi. L’esperienza illustrata ha mostrato risultati non ancora soddisfacenti, soprattutto a causa della variabilità dei modelli di macchina, dell’evoluzione continua dei componenti e della difficoltà di disporre di serie storiche sufficientemente stabili e rappresentative. Anche in questo caso, l’incontro ha confermato come l’intelligenza artificiale possa offrire opportunità, ma non possa sostituire la necessità di dati completi, coerenti e contestualizzati.
Tra i servizi digitali è stato infine richiamato IMA Digital Training, pensato per migliorare i processi di apprendimento degli operatori. Le modalità illustrate comprendono aula digitale, self-learning e training on the job, con l’obiettivo di supportare l’acquisizione di competenze operative sulle macchine anche attraverso strumenti digitali e tecnologie immersive.
Connected Field Force e Contact Center
L’incontro ha approfondito anche alcune soluzioni dedicate all’efficientamento dei processi interni. Tra queste, IMA Connected Field Force è stata presentata come una piattaforma utilizzata dalla field force IMA per digitalizzare le attività di trasferta, la gestione dei rapportini, i timesheet, la raccolta della documentazione tecnica e il caricamento di contenuti utili durante gli interventi presso il cliente.
Questa soluzione non è destinata alla vendita verso il cliente finale, ma rappresenta un elemento importante per migliorare la qualità del servizio erogato. Attraverso la digitalizzazione delle attività svolte dai tecnici, IMA può raccogliere informazioni più strutturate, alimentare progressivamente una knowledge base aziendale e garantire maggiore tracciabilità degli interventi.
È stato inoltre presentato il progetto IMA Contact Center, orientato alla modernizzazione del customer service attraverso una piattaforma omnicanale integrata. L’obiettivo è centralizzare le interazioni con il cliente, superando la frammentazione dei canali e migliorando la gestione end-to-end delle richieste. La soluzione prevede l’integrazione con Dynamics 365 e Microsoft 365, l’automazione del supporto di primo livello e l’introduzione progressiva di funzionalità AI per migliorare il routing, la reattività e la qualità della risposta.
Digital twin, simulazione industriale e tecnologie immersive
L’ing.Aldo Di Gemma di Applied ha presentato il contributo dell’azienda nello sviluppo di modelli digitali, digital twin e soluzioni di simulazione industriale. È stata richiamata Genesi, piattaforma per la creazione di modelli digitali, utilizzata per simulare macchine, ambienti operativi e procedure.
Il digital twin è stato descritto come uno strumento utile in diversi ambiti: progettazione, test, formazione, cambio formato, addestramento degli operatori e verifica delle logiche software prima della realizzazione fisica della macchina. La possibilità di simulare il comportamento di un impianto consente di ridurre rischi, anticipare criticità e migliorare la qualità del processo progettuale.
Nel corso dell’intervento sono stati inoltre richiamati l’uso di tecnologie immersive, guanti aptici e sistemi di teleoperazione, con applicazioni potenziali in ambienti complessi o pericolosi, come alcuni contesti farmaceutici o legati al mondo delle batterie. L’obiettivo non è sostituire immediatamente l’operatore umano, ma creare strumenti di supporto capaci di aumentare sicurezza, efficacia e capacità di intervento.
È stato infine illustrato il tema dell’orchestrazione tra macchine, operatori e robot umanoidi. Un esempio operativo ha riguardato la possibilità, in caso di carico minimo della macchina e indisponibilità momentanea dell’operatore o del robot, di ridurre temporaneamente la velocità di produzione per evitare il fermo dell’impianto. Questo esempio ha mostrato come la combinazione tra simulazione, dati e logiche decisionali possa contribuire a rendere più flessibile e resiliente il processo produttivo.
AI, qualità del dato e ritorno dell’investimento
La parte conclusiva dell’incontro ha riportato l’attenzione sull’intelligenza artificiale e sulle condizioni necessarie per un suo utilizzo efficace in azienda. L’ing. Pierluigi Vanti ha proposto una lettura molto pragmatica: l’AI va sperimentata, ma senza aspettarsi che possa compensare la mancanza di basi informative, processi strutturati o piattaforme integrate.
Uno dei messaggi più ricorrenti è stato che “da niente non nasce niente”: senza dati affidabili, senza sistemi gestionali coerenti, senza CRM, ERP, PLM, piattaforme documentali e dizionari dati condivisi, l’intelligenza artificiale rischia di produrre risultati non utilizzabili dal business. È stato inoltre sottolineato come la qualità semantica del dato sia un aspetto cruciale. Lo stesso dato, in piattaforme diverse, può avere significati differenti; per questo IMA sta lavorando alla costruzione di una data fabric e di un single point of truth, con l’obiettivo di rendere i dati più coerenti, documentati e interrogabili.
L’incontro ha evidenziato anche la differenza tra ambiti in cui l’AI può supportare attività individuali e ambiti in cui deve entrare nei processi aziendali. Nel primo caso, strumenti come assistenti generativi possono offrire benefici in termini di produttività personale, traduzioni, sintesi o supporto alla scrittura. Nel secondo caso, soprattutto quando si tratta di progettazione, produzione, amministrazione o processi regolati, il margine di errore accettabile è molto più basso e la responsabilità dell’output diventa centrale.
È stato inoltre affrontato il tema del ritorno dell’investimento. L’adozione diffusa di strumenti AI comporta costi non trascurabili, soprattutto in organizzazioni di grandi dimensioni. Anche quando il costo unitario sembra limitato, l’estensione a centinaia o migliaia di utenti richiede una valutazione attenta dei benefici. Per questo motivo, IMA continua a sviluppare POC mirati, valutando caso per caso il valore prodotto e la sostenibilità dell’investimento.
Governance dell’AI e gestione del cambiamento
Dal confronto è emersa anche la necessità di governare l’utilizzo dell’AI all’interno dell’organizzazione. È stato richiamato il tema della shadow AI, cioè l’uso di strumenti di intelligenza artificiale non autorizzati o non pienamente controllati dall’azienda. In IMA, secondo quanto emerso, l’utilizzo libero è stato indirizzato verso strumenti compresi nell’ecosistema Microsoft, come Copilot Chat, mentre altri utilizzi vengono autorizzati in modo selettivo per attività di ricerca e sviluppo, sperimentazioni o POC.
Il tema della governance non riguarda soltanto la sicurezza dei dati, ma anche la consapevolezza degli utenti. Le risposte generate dagli strumenti AI non possono essere considerate automaticamente corrette: devono essere verificate, contestualizzate e assunte responsabilmente da chi le utilizza. Questo aspetto è particolarmente rilevante nei contesti industriali, dove errori apparentemente piccoli possono avere conseguenze operative significative.
È stato inoltre richiamato il tema del change management. La trasformazione digitale non dipende solo dalla disponibilità di tecnologie, ma dalla capacità di far evolvere processi, abitudini e competenze. Le “tre P” indicate dall’ing. Pierluigi Vanti — piattaforme, procedure e persone — sintetizzano questa impostazione: senza piattaforme adeguate, procedure coerenti e persone coinvolte, la trasformazione rischia di rimanere incompleta.
Conclusioni
L’incontro ha confermato come l’intelligenza artificiale, per produrre valore nei contesti industriali, debba essere inserita in un percorso più ampio di trasformazione digitale. L’esperienza di IMA mostra che l’AI non rappresenta una scorciatoia rispetto alla costruzione di processi solidi, dati affidabili e piattaforme integrate; al contrario, ne amplifica il valore solo quando questi prerequisiti sono già presenti o vengono costruiti con metodo.
Il caso presentato ha offerto una lettura concreta e non ideologica del rapporto tra digitalizzazione, servizi e intelligenza artificiale. Dalle macchine connesse alla documentazione tecnica, dal customer portal alla control room, dai digital twin alla gestione della conoscenza, il filo conduttore è stato la ricerca di soluzioni capaci di migliorare il business, rafforzare la relazione con il cliente e aumentare l’efficienza dei processi.
Nel percorso di A+Forum 2026, l’appuntamento presso IMA Group ha rappresentato un contributo significativo alla riflessione sull’ingresso dell’AI in azienda. Il valore emerso non riguarda soltanto le tecnologie presentate, ma soprattutto il metodo: partire dai bisogni del business, costruire basi informative solide, misurare i risultati, governare i rischi e accompagnare il cambiamento organizzativo. In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale si configura non come punto di partenza, ma come fase evolutiva di una trasformazione già avviata e ancora in pieno sviluppo.
Un percorso che prosegue
L’incontro presso IMA Group si inserisce nel programma A+Forum 2026, il ciclo di appuntamenti promosso da A+network per approfondire il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella trasformazione delle imprese attraverso esperienze concrete, casi applicativi e occasioni di confronto con il mondo industriale.
Il prossimo appuntamento è in programma il 7 ottobre 2026 e sarà ospitato presso il Competence Center BI-REX di Bologna, in Via Paolo Nanni Costa 20, uno dei principali poli nazionali dedicati all’innovazione e al trasferimento tecnologico verso il sistema manifatturiero. L’iniziativa sarà patrocinata da BI-REX, insieme a FEDERMANAGER BO-FE-RA e TURTLE SRL.

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